• Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Il Paese Cultura

Cultura

E-mail Stampa PDF

La Namibia è una nazione molto composita, analizzandone l’origine delle etnie, sin dall’epoca della sua nascita; difatti, il gruppo degli Ovambo, dei San, quello dei Damara e, infine, dei Nama, sono stati i primi a risiedervi, assistendo, poi, all’arrivo dei Bantu, del quindicesimo secolo. Un po’ più tardi, cioè nel 1800, l’imperialismo tedesco portò i tedeschi ad appropriarsi di una notevole parte della Namibia. Oggi, si può ritenere che la popolazione namibiana sia distribuita tra gli undici gruppi etnici più rilevanti, tra i quali, i cacciatori, i raccoglitori, i campagnoli e i cittadini, e tra questi ultimi, ancora oggi, c’è un numero rilevante di tedeschi e di sudafricani. Il gruppo che è numericamente più rilevante è quello degli Ovambo, insediati nel settentrione del paese. I Kavango, gli herero, i damara, i nama e i basters sono altrettanto numerosi; infine, l’antico gruppo dei San è ormai una realtà minoritaria, sebbene in passato possedesse un sistema commerciale piuttosto capillare e, peraltro, detenesse un notevole patrimonio terriero.

La relativa giovinezza dello stato contribuisce a far sì che le produzioni letterarie debbano ancora consolidarsi in movimenti ed orientamenti, processo che richiede tempo; invece, nel campo musicale, nell’ambito della danza, nel contesto delle arti figurative e dell’architettura esiste già una tradizione piuttosto radicata nell’espressione culturale locale.

La più antica espressione artistica musicale appartiene al gruppo dei San, i quali, sostanzialmente, riproducevano versi e rumori del mondo animale, che facevano da accompagnamento durante le recite e le danze. Strumento caratteristico, oltre alle percussioni, i flauti e trombe ricavate dalle corna degli animali, è la marimba.

Un’interessante forma d’arte è quella detta “delle riserve”, perché si sviluppò durante gli anni dell’apartheid, cioè, relativi al dominio sudafricano, e che consiste in rappresentazioni colorate e felici. Un esponente di questo movimento è Joseph Madisia.

Le tradizioni culinarie, infine, sono legate alle etnie; ricordiamo due piatti, riconducibili agli Ovambo: “mielie pap” e “mahango”, due porridge.