I primi ad abitare in questo paese furono, molto probabilmente, i Bonscimani (lo testimonia la presenza delle pitture ritrovate sulle rocce di Daramaland) seguiti, poi, dai Namas e dai Damaras, i quali, spinsero i primi a spostarsi nel deserto del Kalahari, verso il XIV secolo. Nel XVI secolo si insediò, sull’Altopiano e nel delta del fiume Okavongo, la tribù dei Wambos.
Nonostante la Namibia fosse stata scoperta da Bartolomeo Diaz nel 1486, iniziò ad essere esplorata dai popoli europei, in modo approfondito, soltanto nel XIX secolo. Nel 1850, la Namibia fu colonizzata dalla Germania e, nel 1884, iniziarono le prime guerre contro i gruppi etnici locali da parte dei tedeschi. Tra il 1885 e il 1890, il potere della Germania capitolò, dando luogo a uno status di colonia nel 1892, nominandola l’Africa Tedesca del Sudovest.
Tra il 1904 e il 1908, i colonizzatori iniziarono un’espropriazione delle terre e del bestiame, scatenando così l’ira della gente Herore e dei Namas. Da quel momento in poi, nessun altro africano poteva avere degli animali nel territorio che era chiamato Zona di Polizia. Verso il 1907, gran parte della popolazione africana era stata decimata dalla guerra; tra l’altro, i tedeschi avevano portato le prime forme di segregazione razziale e l’inizio dello sfruttamento delle miniere di diamanti. Nel 1915, la Namibia fu invasa dal Sudafrica, e, cinque anni dopo, la Società della Nazioni concedeva al Sudafrica un mandato per amministrare il paese. Nel 1948, il Sudafrica si rifiutò di far entrare la Namibia nei territori soggetti all’amministrazione fiduciaria delle Nazioni Unite.
Nel 1950, venne fondato lo Swapo (South-West African People’s Organization) che, nel 1966, iniziò una guerra d’indipendenza contro il Sudafrica; questa è conosciuta come la guerra d’indipendenza della Namibia. La morsa, che cercava di schiacciare il potere del Sudafrica, fu efficace, anche se si dovette aspettare fino al 1988 per vedere, finalmente, che il potere sudafricano cedeva, accettando un piano di pace delle Nazioni Unite, che servì a dichiarare definitivamente l’indipendenza del paese, il 21 marzo del 1990.





