
La Namibia viene frequentata da un turismo prevalentemente attratto dalla bellezza dei suoi paesaggi, dai forti contrasti di questo paese.
Ricordiamo, innanzitutto, che la stagione estiva presenta le temperature medie più alte durante i mesi di gennaio e di febbraio; in questo momento dell’anno, una visita turistica in certe zone del paese, ad esempio nel deserto del Namib, va svolta approfittando delle ore mattutine.
Il periodo invernale, invece, va da giugno a luglio: in quel momento, ad esempio, una visita nel deserto del Kalahari – dove, notoriamente, le temperature minime scendono sotto lo zero – va ben organizzata.
In un paese dalla superficie di 824269 kmq, non si può certo dire che manchino gli spazi per potersi permettere delle esplorazioni di grande respiro.
Le lingue parlate in questo paese sono l’afrikaans, il tedesco, l’inglese e il bantu.
Una volta giunti nella capitale namibiana, che è la città di Windhoek – luogo dove sono presenti i tipici tratti dell’epoca coloniale – è possibile raggiungere le altre principali città, tra le quali citiamo Walvis Bay, Rundu, Oshakati, Swakopmund, Katima Mulilo e Rehoboth. Le strutture alberghiere di massima categoria si trovano, soprattutto, nella capitale Windhoek e nella città atlantica, frequentata dagli amanti delle spiagge e della fauna oceanica, di Swakopmund.
Altra soluzione per un pernottamento gradevole, può essere la prenotazione di un lodge, che è una struttura in cui vengono ospitate poche persone: in genere, questi lodge sono situati in contesti di un certo pregio naturalistico, ben integrati, quindi, nel paesaggio. Per gli amanti del pernottamento in strutture un po’ più spartane, però a contatto con la vera realtà di chi vive in Namibia, sono disponibili le cosiddette Guest Farm-Fattoria.
Vanno annoverati, infine, i rest camp: si tratta di ex strutture governative, in disarmo, la cui caratteristica principale è il posizionamento strategico nel territorio, che sono state ristrutturate, trasformate in lodge.



Turismo

